martedì 15 marzo 2011

Crepes !!! di Giuseppe





Le crepes -secondo me- sono un meraviglioso e gustosissimo snack, NON un primo piatto, pertanto vanno rigorosamente mangiate con le mani come fossero un tramezzino goloso. Tra l'altro vi posso assicurare che, a livello di grandi chef, le crepes non sono considerate un piatto particolarmente chic o elegante. Il fatto che le crepes siano da alcuni considerate come un piatto glamour è un retaggio degli anni 80, quando andavano di moda i cibi pannosi, cremosi ed opulenti. Oggi che va di moda la cucina essenziale e destrutturata, le crepes hanno fatto la fine dei cannelloni:  totale dimenticatoio.

Ad ogni modo c'è chi non la pensa come me e considera le crepes ancora oggi un cibo da gourmet, tanto da mangiarle in punta di forchetta e coltello. C'è addirittura chi, con le crepes, suggerisce di costruire dei meravigliosi rolls in stile giapponese.



Qualunque sia il vostro orientamento riguardo alle crepes....

La crepe perfetta si fa con l'apposita padella (vedi sotto) elettrica. QUI dove comprarla a 25 euro. La mia è una vecchia Krups anni 80 non più in commercio.

In mancanza dello strumento, potete comunque armarmi di padellino per crepes ed un briciolo in più di pazienza. NON CAMBIA NULLA.

Quello che conta per fare una buona crepe è la miscela dell'impasto.

Per ottenere 8 crepes servono:

-2 uova FRESCHE

-30 grammi di burro (possibilmente di malga) fuso (Appena appena fuso! NON fuso bruciato!!) e lasciato raffreddare 5 minuti altrimenti cuocerà le uova.

-sale (o zucchero nel caso delle crepes dolci) quanto basta

-50 gr. di farina 00

-mezza tazzina di latte intero FRESCO

Amalgamate il tutto seguendo l'ordine burro/uova/latte/sale/farina possibilimente con una frusta (o planetaria a velocita bassissima... attenti a non far montare l'impasto) versando la farina un poco alla volta per evitare la formazione di grumi.

Se avete il semplice padellino da crepes, quando l'impasto sarà bello liscio, versatelo in un recipiente ed utilizzatelo, un cucchiaio alla volta, per realizzare la vostra crepe che andrà rigorosamente cotta su entrambi i lati. Ricordatevi che la padella deve essere già sul gas e bollente prima di versarvi sopra l'impasto!

Se invece avete aveta l'apposita padella elettrica da crepes dovrete versare l'impasto nell'apposito piatto dentro il quale "intingere" la padella come vedete qui sotto (lo strumento con il manico giallo è la mia vecchia Creperie Krups anni '80).



Qualunque metodo abbiate utilizzato, una volta fatta la crepe, riempitela con quello che volete: io preferisco prosciutto cotto e mozzarella fresca.

Anche Brie e marmellata di mirtilli non è affatto male.

A questo punto chiudete le crepes a fazzoletto e ponetele in una teglia. Nel caso siano crepes salate, copritele con parmigiano, una spruzzata di pepe, un pochino di latte (poco!!!) e -a chi piace- dadini di groviera o fontina eppoi mettetele in forno (funzione grill) a 180 gradi fino a che non iniziano leggermente a brunire.

Nel caso delle crepes dolci...mettetele sul grill senza nulla perchè le cospargerete di zucchero a velo (o cacao in polvere, o farina di cocco, o miele, o Grand Marnier) al termine della cottura.

Bon appetit!

lunedì 7 marzo 2011

La torta della nonna... di Valeria

Si potrebbe anche chiamare più banalmente torta di pinoli, ma entrambe i nomi non rendono giustizia a questa tortina che ha dalla sua un gusto e un equilibrio invidiabile, tanto da farne un grande classico presente in tutte le pasticcerie insieme a profiteroles, millefoglie ecc.

A Roma la versione che si fa è quella "scoperchiata" ovvero con un solo disco di frolla, ma se da un lato l'esecuzione può sembrare più facile rispetto a quella doppia, che trovate qui, dall'altro bisogna avere qualche accorgimento durante la cottura della crema, per far sì che questa non si secchi (creando brutte crepe) o peggio ancora si brucino i bordi della torta (avendo così sapori contrastanti).

Per una torta da 24 cm, gli ingredienti sono questi:

per la frolla:

250 gr farina 00
125 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
1 pizzico di sale
1 uovo intero
un cucchiaino di lievito
scorza di arancia o di limone, o vaniglia




per la crema pasticcera:

Latte 500 ml
Zucchero 150 gr
Tuorli 4
Maizena 50 gr
Bacca di vaniglia, scorza di limone




per decorare:

Pinoli, zucchero a velo


non mi dilungherò sul procedimento della frolla ma vi rimando qui, perchè di meglio non saprei fare, mentre vi racconto qualche trucchetto o passaggio per la crema e le sue cotture.

Apro e chiudo parentesi, la densità della crema è una questione tutta personale, si trovano in giro torte con una crema densa tipo budino oppure con consistenze tipo ripieno di bignè per intenderci, ma tutte sono buone, salvo ovviamente preferirne una piuttosto che l'altra.

Personalmente tifo per la via di mezzo, ragione per cui la mia torta della nonna prevede una prima cottura in bianco e poi una passata in forno per "rassodare" leggermente il composto.

PROCEDIMENTO: mettete a scaldare il latte con la bacca di vaniglia e appena fa la bollicina togliete dal fuoco.

Con le fruste sbattete le uova e lo zucchero fino a che sbiancheranno, poi aggiungete la maizena.

A filo con un bricco aggiungete il latte scaldato piano piano mentre con una frusta a mano amalgamate velocemente il composto

Rimettete sul fuoco e girate fino a che la crema non raggiungerà la consistenza desiderata (per me deve risultare tipo ripieno dei bignè).

PS: Attenzione alla scelta della pentola! Per questo lavoro ci vuole un pentolino con fondo spesso e bordi altri, insomma una pentola abbastanza massiccia nella struttura, per far sì che il composto sia cucinato in maniera uniforme e non bruci sotto (a casa mia si dice"evitare lo gnocco" hhihiihi).

PS DEL PS una volta pronta la crema toglietela dal fuoco e versatela in un recipiente freddo, oppure, se non volete insozzare troppe pentole come me,  mettete il pentolino dentro un bagnomaria freddo girando sempre fino a che non diventa fredda.

A questo punto il più è fatto, stendete la frolla dentro la tortiera, bucherellatela e infornatela con della carta forno e dei ceci al suo interno per 10 minuti a 180°

Passato il tempo, sfornatela, togliete i ceci e la carta e farcite con la crema, rimettete in forno per altri 10 -12 min (è cotta quando i bordini della frolla diventano color nocciola)

A questo punto mettete i pinoli, ma aspettate per lo zucchero a velo che sia completamente fredda.

Questa torta va consumata presto per via della crema che è molto delicata, ma il giorno dopo (o anche qualche ora dopo) è ancora più buona perchè la crema si riposa e si amalgama nei sapori.

V.

martedì 22 febbraio 2011

Croccarancia di Valeria



L'arancia bio fu la colpevole.  E per bio intendo bio bio come si deve, considerando che quando le vai a comprare, solo perchè c'è scritta questa parolina magica, il prezzo sale vorticosamente raggiungendo e superando il doppio degli importi per le arance comuni.

Dicevo, stavolta le arance erano quelle della vicina di casa (più bio di così!), che dal suo albero stracarico di frutti (beata lei), giorno dopo giorno mi ammiccavano complici, mostrandomi il loro stato di maturazione.

E' certo che se vai a comprarle le arance biologiche ti devi in qualche modo fidare che non ci siano pesticidi e robaccia varia, ma qui ragazzi avevo controllato personalmente l'operato della vicina, e posso dire che non si era mai azzardata a spruzzare roba strana a quei frutti, almeno di fronte a me!

Complice la vicinanza, complici forse i miei sguardi invidiosi dal balcone, tra un pretesto della cipolla che manca o due chiacchiere veloci mentre stendi i panni, la vicina, una di queste volte mi fa: "ti ho portato qualche arancia, le ho appena staccate dalla pianta, così ci fai la spremuta per Leone".

Io la ringrazio in visibilio, le prendo e penso: "mi sa che Leone ste arance non le vede mica.. in spremuta!"

E infatti questo è stato il loro utilizzo, una tortina che avevo in mente da un pò, e che ha avuto un certo successo quando è stata presentata: la Croccarancia.

Crocca perchè c'è uno strato di caramello sopra (tipo creme brulée) arancia perchè oltre alle arance candite la crema sotto è fatta con il succo di arancia, e cioccolato perchè direi che l'abbinamento ci sta di un gran bene!

il risultato è notevole, se si è bravi con la doratura del grill, il mix è di croccante, cremoso e friabile insieme!

la ricetta dice:

per uno stampo da 22/24 cm

per la pasta brisèe:

275 gr farina

45gr di cacao amaro

2 cucchiai di zucchero (ma anche 3 o 4 se vi piace un pochino più dolce)

150 gr di burro

2-3 cucchiai di acqua

un pizzico di sale

per la crema:

3 arance bio

5 uova intere

150 gr di zucchero

125 ml di panna

per le arance candite:

la buccia di 2 arance bio

due cucchiai di zucchero

due cucchiai d'acqua

PROCEDIMENTO:

Nell'impastatrice o a mano mettiamo la farina, il cacao e il sale setacciati con il burro e lavoriamo piano piano per ottenere un composto sbricioloso

aggiungiamo lo zucchero, sempre impastando, e aggiungiamo poco per volta un cucchiaio di acqua freddissima per volta, fino ad ottenere una palla.

mettiamo a riposare per almeno mezz'ora in frigo e accendiamo il forno a 200°

nel frattempo prepariamo la crema, mettendo le uova con lo zucchero nella planetaria o con le fruste elettriche, fino a farle sbiancare.

Aggiungere, aumentando la velocità, il succo di arancia a filo e successivamente la panna a mano mescolando con un cucchiaio.

a questo punto cuociamo la pasta in bianco, stendiamola in una tortiera bassa e mettiamola in forno per 20 min con della carta da forno bagnata e strizzata e con fagioli o ceci all'interno.

passato questo tempo, togliete i legumi e aggiungete la crema (che sarà molto liquida) e reinfornate ancora per 45 min a 160°.

A questo punto passate a candire le bucce di arancia, tagliando SOLO la parte arancione (altrimenti risulteranno amare) a listarelle fini e lasciandole in acqua tiepida per un ora.

passato questo tempo, scolatele e mettetele in padella con lo zucchero e l'acqua a fuoco basso, fino a candirle.

una volta sfornata la crostata mettete le bucce candite su questa e passate uno strato di zucchero fine su tutta la torta.

Qui l'ideale sarebbe avere un cannello a gas per formare la crosticina tipica della creme brulée, ma possiamo anche avere risultati soddisfacenti con un comunissimo grill da forno se usiamo qualche accorgimento.

il primo che mi sento di suggerire è senza dubbio tempi brevi di cottura, ovvero tenere la torta sotto solo di minuto in minuto perchè tra caramellizzare e bruciare il passo è breve.

Il secondo è quello di coprire i bordi della torta con della carta argentata, altrimenti si bruciacchiano un pò in fase grill.

Tutti questi piccoli dettagli fanno la differenza e sicuramente il gioco vale la candela.

NB. con questa ricetta partecipo al contest "La banda declina arancio"


martedì 8 febbraio 2011

Finto hamburger di pollo "Mille e una notte" di Giuseppe



Come dice il nome della ricetta, non prepareremo un hamburger ma qualcosa di somigliante, nettamente più buono, e dai connotati speziati. Questo piatto nasce per dimostrate che le mitiche Le Creuset non si utilizzano solo per piatti super-classici oppure iper-elaborati, ma anche per creazioni veloci e moderne con le quali possiamo deliziarci tutti i giorni.
Con questo piatto partecipiamo al contest



Ingredienti per 4 persone.


Per il Finto Hamburger

4 Panini casarecci rotondi

400 grammi di petto di pollo

50 grammi di mandorle sgusciate.

1 cipolla rossa di medie dimensioni

75 grammi di burro

125 ml di latte

curry in polvere

sale q.b.

pepe q.b.

Per la salsa all'harissa:

150 grammi di ricotta di capra

erba cipollina q.b.

harissa q.b.

Per la salsa tipo senape:

2 cucchiai rasi di senape in polvere

Mezzo bicchiere d'acqua tiepida

Per la guarnizione

1 pomodoro maturo

Spinaci in foglia

Preparazione


Con un paio di forbici, tagliare il petto di pollo in piccoli triangolini.

Mettere la casseruola Le Creuset su fiamma bassa ed aggiungere il burro sino a quando sarà sciolto. Aggiungiamo la cipolla rossa tritata finemente fino a che non inizia leggermente a colorarsi (attenzione, non deve brunirsi!).

Ora alziamo la fiamma ed aggiungiamo il pollo ed attendiamo qualche minuto senza girare affinchè si rosoli bene nel burro ed assuma quel caratteristico colore caramellato che solo una casseruola Le Cruset può conferire.



Aggiungiamo il latte, il curry in polvere, le mandorle, il sale ed il pepe.

Amalgamiamo il composto con un cucchiaio di legno sino ad ottenere il risultato in figura.



Abbassiamo la fiamma e, continuando di tanto in tanto a girare, cuociamo fino a quando il latte non si sarà asciugato completamente lasciando al suo posto una deliziosa cremetta.

A parte, prepariamo due salse.

La salsa all'harissa si ottiene mescolando in una ciotolina la ricotta di capra, l'erba cipollina ed una quantità di harissa in base ai vostri gusti in fatto di piccante. Io ne metto un cucchiaino. Il composto risultante sarà di colore leggermente rosa.



La salsa alla senape la prepariamo semplicemente ponendo in una ciotola due cucchiai rasi di senape in polvere ed un quantitativo di acqua appena tiepida (non calda) sino ad ottenere un composto cremoso non liquido.

Ci siamo Quasi.

Dopo aver aperto a metà e scottato 3 minuti in forno già caldo a 220 gradi il pane da hamburger, costruiamo il "Finto Hamburger" (aiutandoci con un coppapasta circolare pressando all'interno i pezzetti di pollo) seguendo questo schema dal basso verso l'alto:

Pane - salsa all'harissa - finto hamburger di pollo al curry - due fette di pomodoro maturo - qualche piccola foglia di spinacio - pane (spennellato al suo interno con uno strato sottile di salsa alla senape).

Questo piatto unico, essendo molto ricco, a mio avviso non va accostato ad un contorno ma servito caldissimo su un piccolo tagliere di legno. Mi raccomando in ogni caso di non servirlo con le patatine fritte, che non hanno nulla a che vedere con la filosofia "nordafricana" della ricetta. Al limite...una julienne finissima di peperoni verdi crudi, magari condita con appena un filo di olio extravergine e sale.

martedì 25 gennaio 2011

Chiffon Cake di Valeria

La vita dopo le vacanze riparte e, ahimè, anche lavoro-impegni-lavatrici-pulizie e chi più ne ha più ne metta...

E' stato bello però chiudere in bellezza con un pranzo della domenica a casa di mia mamma dove ci siamo ritrovati con tutti i cugini, alcuni che non vedevo da qualche tempo, altri che non vedevo da anni, ma così tanti anni che l'ultimo ricordo era di quando giocavamo insieme nella campagna dagli zii.

Qualcuno con prole, altri magari un pò provati dal tempo che passa, altri invece sempre smaglianti e in forma (ma come faranno...boh...beati loro) :-)

Di fatto una bella rimpatriata, che ha fatto piacere proprio a tutti, tanto che alcuni sono partiti da Latina per non perdersi questa puntata.

Il mio Leoncino ha visto per la prima volta le sue cuginette, dalle più grandicelle fino all'ultima arrivata di 19 mesi; ha fatto il salamone tutto il tempo come tanti maschi fanno di fronte ad un infornata di femminucce ...hehehe... mentre le bimbe giocavano lui se ne stava a guardare in maniera interessatissima la lavastoviglie che lavorara o il computer.

E come non suggellare questo rientro con un bel dolce? per l'occasione ho pensato ad una cosa semplice e genuina, che facesse pensare ai morbidi ricordi dell'infanzia, quando la merenda al sole estivo non era solo una dolce pausa ma un lungo continuum nelle giornate di giochi...

e quindi un bel Chiffon cake, che nonostante questo nome per noi "esotico" mi ricorda tanto i ciambelloni della nonna, magari questo più soffice, visto che la mia di nonna non era famosa per le sue doti culinarie!!

Questa ricetta è una mia versione elaborata della fantastica ricetta di Angelica, dove potete trovare un utilissimo passo passo, ma la mia porta alcune varianti viste in tv da Luca Montersino, che qualche tempo fa ha fatto la stessa ricetta (la sua nella versione americana solo con albumi).

CHIFFON CAKE O ANGEL CAKE O SPONGE CAKE O CIAMBELLONE AMERICANO (o come vi pare!) :-)

285gr farina oo,

300gr zucchero,

6 uova xl , (io ho aggiunto anche 4 albumi che avevo congelati)

195ml acqua,

120gr olio semi mais,

1 bustina lievito dolci,

1 bustina da 8 gr cremor tartaro,

pizzico sale,

scorza limone,

bacca o estratto di vaniglia (un cucchiaino);

PROCEDIMENTO:

accendere subito il forno a 160 gr...(io se mi dimentico non lo accendo più..)

Montare a neve ferma gli albumi DA SOLI

piccola premessa, nella mia versione gli albumi non vanno montati nè con il famoso pizzico di sale, il perchè lo trovate qui, nè con il cremor tartaro, come spiegato da Montersino, in quanto interferisce con la struttura degli albumi...(e se lo dice lui, buona camicia a tutti!).

una volta montati gli albumi mettiamo in un altra ciotola i restanti ingredienti, considerando prima le polveri, poi i liquidi e poi le uova e quindi:

farina,zucchero,lievito, cremor tartaro e sale setacciati, olio,acqua,scorza,aromi, tuorli e fai montare tutto con le fruste

nb: la versione di Angelica prevede di lasciar riposare il tutto prima di impastare, ma Montersino sostiene che il tuorlo se lasciato nello zucchero cristallizza... in effetti, nei miei modesti tentativi culinari anch'io trovo che se lasciato lì per troppo tempo asciuga e diventa più difficile da lavorare...

quindi, dicevamo, una volta montati gli albumi amalgamiamo con robottino o con impastatore tutti i restanti ingredienti fino ad ottenere - come si dice nelle migliori famiglie - un "composto liscio e omogeneo".

a questo punto aggiungiamo delicatamente gli albumi, che saranno una bella massa, e impastiamo dall'alto verso il basso per incorporare aria.

versiamo tutto nello stampo, che in questa occasione è quello da chiffon cake grande... e qui dopo alcuni tentativi devo dire che a me così bene viene solo con  l'apposito stampo per chiffon cake, ho provato altre volte con stampi diversi ma purtroppo il risultato non è stato lo stesso... il perchè non saprei , forse per via del fatto che va capovolto alla fine... ma procediamo con ordine...

quando il composto è pronto versarlo nello stampo rigorosamente NON imburrato

mettere a cuocere in forno a 160° per 50 min poi a 175° per 10 min.

quando è cotto, (fate la prova stecchino infallibile) tiratelo fuori ancora caldo e mettetelo a testa in giù, come per rovesciarlo (tranquilli, non lo farà... :-), magari sul collo di una bottiglia (e qui il perchè dello stampo apposito, con buco al centro) così ne beneficia la struttura morbida e spugnosa

una volta freddo riprendetelo, staccate le pareti con una spatola e il centro verrà via da solo non appena lo girate.

a questo punto è pronto da decorare, io lo preferisco semplice o con una leggera glassa alle fragole o al limone come in questo caso.

questa la fetta morbidona, salvata prima della disintegrazione!
nb: qui si vede bene anche la consistenza, deve essere morbido ed elastico

V.

martedì 4 gennaio 2011

Struffoli e... Buon anno! da Valeria e Giuseppe

Buon Anno!

Per cominciare bene direi che una ricettina facile facile e di sicuro successo è ok per il capodanno (passato!)  :-) e per una befana colorata!

premetto che gli stuffoli sono un'antichissima ricetta di natale e feste annesse, quando ancora nel sud Italia non si conosceva il panettone ...

si parla addirittura in qualche testo antico di alcuni dolci del tutto simili a questa preparazione, fatti col miele e colorati con i zuccherini, che vi rimando qui

ma vi lascio la ricetta, con l'augurio che questo 2011 sia colorato e ricco come questo piatto:

STRUFFOLI NAPOLETANI:

Farina 300gr

25 gr zucchero

un uovo grande

20 gr strutto

un bicchierino di rum

mezzo bicchierino di vino

mezza scorza di limone

un pizzico di sale

olio di semi per friggere

150 gr miele e zuccherini colorati

procedimento: in una ciotola mescolare tutti gli ingredienti insieme fino a formare una pasta elastica.

lasciarla riposare in frigo per 30 min.

su un piano di lavoro (meglio se di legno) tagliare la pasta e fare dei filoncini piccoli (1cm diametro)

nb. infarinateli POCO perchè altrimenti non riuscite a lavorare la pasta -

tagliate i filoncini a pezzetti piccoli (grandi circa un cece) e metteteli su un setaccio coprendoli con la farina altrimenti si attaccano e bisogna ricominciare da capo .. :-)

tuffarli nell'olio caldo fino a che non si gonfiano e diventano dorati.

scaldare in una casseruola il miele a 121 gr (se avete il termometro bene, se no basta aspettare che il miele sul fuoco cominci a fare delle bolle GRANDI e ci siamo)

passare gli struffoli nel miele e poi farne una composizione a piacere, decorandoli con gli zuccherini colorati.

nb 1: appena fatti sono buoni, ma sono ancora meglio se si lasciano riposare un paio di giorni così il miele si amalgama al composto.

nb2: gli struffoli fruttano molto, con questa dose ne viene un piatto per 6-8 persone.

V.

mercoledì 15 dicembre 2010

Panettone facile!!.. di Valeria



Si si si si, arriva il Natale e scattano le prove generali della mangiata parenti/mangiata amici/mangiata giocata/mangiata/mangiata di Nataleee!!

un delirio direi.

ma, non facciamoci prendere dal panico e cominciamo con i tempi giusti, visto che ancora qualche giorno c'è.

ho preso quindi il toro per le corna e ho fatto quello che tutti i foodblogger bravi e meno bravi fanno prima o poi a Natale...il Panettone!!

Ed eccolo qui, dopo tre giorni di lunghe fatiche, emergere gonfio e spavaldo dal cartoncino.

e' una storia lunga questa, che vorrei raccontarvi con la dovuta calma e premettendo che io di poolish, pirlatura, incordatura, spuzzellatura varia degli impasti non ci ho capito mai niente, e che comunque non mi sono lasciata intimidire dalle tante ricette che i più bravi e tecnici blogger postano in questo periodo.

largo quindi al panettone for dummies, panettone anch'io, panettone facile o come lo volete chiamare, perchè direi più che un piacere, il panettone è un diritto di tutti i foodblogger, audaci e non.

premetto intanto che la mia ricetta l'ho presa qui, dalla magica morena, ma se vorrete provarla con i miei commenti neofiti la storia è più o meno questa, per un panettone da un chilo:

sabato pomeriggio, BIGA:

5o gr di farina,

10 gr di lievito,

30 gr di acqua

mettere a lievitare coperto fino al raddoppio (circa un'ora) in forno appena tiepido.

sabato sera 1° IMPASTO

BIGA
260 gr di farina
70 gr di burro a pezzetti
70 gr di zucchero
2 tuorli
165 gr di acqua

Poi morena dice: Sciogliere lo zucchero in 100 gr di acqua ...Lavorare la pm con i tuorli per 5 minuti finche sarà ben sciolta. (occheeii...)

Unire l'acqua con lo zucchero e mescolare bene...poi unire tutto insieme il burro con la farina ed impastare fino a legatura...

apro e chiudo parentesi, io sta legatura non so proprio di cosa si tratti, o meglio, ho visto qualche video e letto cose qua e la, ma se dovessi dire che il mio impasto era incordato non saprei proprio come sostenere le mie affermazioni!

detto questo, nel dubbio ho fatto lavorare il ken per 40 min circa, pertanto, se non era incordato poco ci è mancato...

poi unire poco alla volta l'acqua rimanente (65 gr)...portare ancora a legatura..(aridagli!)

l'impasto sarà molliccio ma ben incordato..mettere a lievitare coperto fino al mattino..

in effetti mollo era mollo, ho chiuso la sessione dopo altri 40 min di stress al mio impasto, deduco incordato...

domenica mattina 2° IMPASTO

60 gr di farina
20 gr di burro fuso ma freddo
20 gr di zucchero
10 gr di miele
2 tuorli
165 gr di uvetta
165 gr di canditi
aromi arancia, limone, vaniglia

mettere in ammollo l'uvetta ed asciugatela per bene.. (fatto!)


tritare i canditi se non li volete interi..poi mischiateli con l'uvetta così eviterete che si formi un blocco unico costringendovi a lavorare troppo l'impasto per amalgamarli.. (corretto direi! :-)

unire al primo impasto tutto assieme la farina, lo zucchero, il sale, gli aromi, il miele..impastare fino ad incordatura.. (ma si, incordiamo ancora dai!)

unire i tuorli un pò alla volta e riportare ad incordatura....poi il burro fuso ma freddo in 2-3 volte... (eseguo)

a questo punto unire i canditi con l'uvetta e lavorare giusto il tempo che si amalgamino.. (ci siaaaamo  quasi... MA!!)

Coprire e mettere a riposare per un'ora....HEHEHE, ed è solo il primo step perchè...

poi mettere l'impasto nello stampo..coprire e lasciare lievitare finche arriva al bordo..ci vorranno 4-5 ore...

bene, arrivata a questo punto le ansie da prestazione si sono scatenate, oddio crescerà??? ma se non cresce? e a che ritmo deve farlo? ma se ci mettesse di più? o di meno???? magari l'impasto si è stressato troppo?

inutile dire che è stato un bel pensare, ma alla fine il risultato poco prima del forno era più o meno questo:



l'ho poi inciso dopo una ventina di minuti e messo un pezzetto di burro, poi in forno per 1 ora a 180°

una volta in forno ha fatto il resto, si è dorato in meno di venti minuti e ho allora inserito il foglio d'alluminio per evitare bruciature.

Morale della favola: ce l'ho fatta!

in più direi che è stato lungo ma nell'insieme facile, quindi se ci sono riuscita io al primo colpo...

buona camicia, pardon panettone a tutti!!

ah, dimenticavo, dopo la cottura va infilzato con due spiedini alla base e capovolto per farlo stendere, ne beneficia, si dice, l'alveolatura...